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(L’ UCOII alle associazioni aderenti e a chi vuole leggere e capire)

Cari fratelli e sorelle, as salam alaykum wa rahmatuLlah wa baraktuHu

Allah mette alla prova i Suoi fedeli, ogni giorno ognuno di noi è sottoposto ad un esame e le comunità insieme con noi. Talvolta queste prove sono difficili e i credenti sono addolorati e disorientati.

Quando il sangue degli innocenti viene versato da armati che hanno nomi e referenze all’Islam, alla Rivelazione e alla Sunna del nostro amato Profeta, al dolore per le sofferenze delle vittime, si aggiunge il disappunto, l’amarezza e la rabbia.

Oggi il mondo che ci circonda, persone e istituzioni, media, amici e antagonisti, ci chiedono a gran voce prese di posizione contro quella che appare inequivocabilmente come una barbarie estranea all’Islam e a qualsiasi altra civilizzazione degna di questo nome.

Abbiamo condannato senza esitazione e senza mezzi termini, l’operato del sedicente ISIS e abbiamo chiesto alle associazioni che aderiscono alla nostra Unione (UCOII) di farlo con altrettanta decisione e chiarezza.

Questa la linea che l’UCOII ha sempre perseguito fin dalla sua costituzione e, in particolare negli anni successivi all’11 settembre 2001.

In quegli anni, come adesso, politica e media agitano la minaccia di azioni terroristiche nel nostro Paese. Invitammo le associazioni islamiche a condannare in modo intransigente la logica del terrore, e qualsiasi teorizzazione estremista.

In queste ultime settimane molto si parla del fatto che alcuni tra i nostri giovani possano subire la fascinazione satanica di una guerra ingiusta. Crediamo che sia un allarme ingiustificato e tuttavia non vogliamo sottovalutare nessuna possibilità, per quanto remota e improbabile. Non vogliamo cioè derogare al dovere che ci compete di “indicare il bene e condannare il male” e quindi affermiamo in piena coscienza e conoscenza che aggiungersi ai malvagi o sostenerli in qualsiasi modo non è azione islamicamente meritoria, oltre ad essere criminale e folle.

Vi preghiamo pertanto di dedicare qualche minuto della prossima khutba jumu’ah alla lettura dell’appello, insistendo sulla necessità testimoniare solidarietà alla vittime siriane e irakene a qualsiasi etnia e religione appartengano e, al contempo, non prestare mai orecchio a predicazioni aberranti, nemiche dei musulmani e delle altre creature di Allah

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