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Sabato 13 settembre 2014, Papa Francesco ha celebrato la Santa Messa nel centenario anniversario della Prima Guerra Mondiale per ricordare le vittime di tutte le guerre e implorare la pace. Erano presenti più di 40 mila fedeli, insieme a 7.500 militari presso il sacrario militare di Redipuglia.

Il Sacrario di Redipuglia situato in Friuli Venezia Giulia, è il più grande ossario militare italiano, dove riposano oltre 100.000 soldati italiani caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Nelle vicinanze, presso il cimitero di Fogliano, si trovano invece le tombe dei combattenti avversari che contano oltre 14.550 soldati austroungarici tra cui centinaia di militari bosniaci musulmani.

Vista l’importanza storica di questo straordinario evento e per commemorare anche i militari bosniaci di fede islamica caduti in guerra sul fronte italiano – spiega Dr. Nader Akkad – si è voluto coinvolgere le massime autorità religiose islamiche sia in Italia che nei paesi dove la grande guerra ha avuto luogo. Il tutto è stato reso possibile grazie anche alla stretta collaborazione con il Vescovo di Trieste Mons. Giampaolo Crepaldi.

La delegazione islamica era guidata dal Gran Mufti Emerito della Bosnia, Dr. Mustafa Cerić, con la presenza del Mufti della Slovenia, Dr. Nedzad Grabus, del Mufti della Croazia, Dr. Aziz Hassanović, dell’Arch. Youssef Sbai dell’Unione delle Comunità Islamiche in Italia (UCOII) e dell’Imam Pallavicini presidente della COREIS.

“Sono state parole semplici ma nel contempo chiare e forti” – ha sottolineato l’Arch. Youssef Sbai, vice presidente dell’UCOII – “con le quali il Pontefice ha espresso la sua ferma condanna alle guerre: “<< Qui ci sono tante vittime. Oggi noi le ricordiamo. C’è il pianto, c’è il dolore. E da qui ricordiamo tutte le vittime di tutte le guerre. Anche oggi le vittime sono tante” – prosegue il pontefice – “Come è possibile questo? E’ possibile perché anche oggi dietro le quinte ci sono interessi, piani geopolitici, avidità di denaro e di potere, c’è l’industria delle armi e gli affaristi della guerra. Forse guadagnano tanto, ma il loro cuore corrotto ha perso la capacità di piangere>>”. E ripete ciò che aveva detto il mese scorso, di ritorno da Seul: “<<Anche oggi, dopo il secondo fallimento di un’altra guerra mondiale, forse si può parlare di una terza guerra combattuta ‘a pezzi’ >>”.

Da parte sua, Dr. Nader Akkad, ha ricordato come al centro del discorso di Papa Francesco c’era la ferma condanna all’indifferenza di fronte a situazioni di drammaticità ed atrocità come quelle che stanno accadendo nel Medio Oriente in questi giorni: “<<Con quel ‘A me che importa?’ all’origine di tutte le guerre che distruggono l’umanità. “…la guerra distrugge. Distrugge anche ciò̀ che Dio ha creato di più̀ bello: l’essere umano. La guerra stravolge tutto, anche il legame tra fratelli. La guerra è folle, ed il suo unico piano di sviluppo è la distruzione.>>”. “Qui Il Papa” – continua Akkad – “individua con estrema saggezza le cause essenziali alla base della guerra e del suo prolungamento: “<<La cupidigia, l’intolleranza, l’ambizione al potere… sono motivi che spingono avanti la decisione bellica, e questi motivi sono spesso giustificati da un’ideologia; ma prima c’è la passione, c’è l’impulso distorto. L’ideologia è una giustificazione, e quando non c’è un’ideologia, c’è la risposta di Caino: A me che importa?>> ”,

Alla conclusione della cerimonia, Papa Francesco, ha ricevuto i rappresentanti della delegazione islamica ai quali ha voluto donare copie della lampada di San Francesco. Il Gran Muftì Emerito di Bosnia, in un gesto simbolico, ha regalato al Papa il “Flower of Srebrenica” che raffigura un fiore con un cuore verde e petali bianchi nel ricordo della strage di Srebrenica per dire basta alle stragi ed ai genocidi che tutt’ora stanno accadendo nel mondo.

Un momento straordinario sia per la sua rilevanza centenaria, sia per il messaggio che si è voluto inviare al mondo, ovvero che le religioni possono dialogare e possono essere strumento importante per realizzare la Pace.

 


Foto della Visita