×

Appuntamento, mercoledì 3 maggio, in Piazza di San Firenze: “Presenza islamica in Italia: numeri costanti da venti anni”, se ne parla a Firenze mentre infuria la polemica sulla moschea.

I relatori sono Paolo Naso e Brunetto Salvarani.

Sono 189 le diverse nazionalità degli immigrati in Italia. Il 2,5-3% della popolazione italiana (contro una media europea del 4%, con punte del 6,5% in Francia e del 6,1% in Olanda) è musulmana: sono 1 milione e 645 mila i fedeli dell’Islam in Italia, 1 milione e 405 mila i cristiani ortodossi. Dal punto di vista demografico-statistico l’islam italiano mostra una notevole costanza, da quasi un ventennio ormai rappresenta circa un terzo degli immigrati (Centro studi e ricerche IDOS). Nel nostro paese l’incidenza della popolazione di fede islamica è tra le più basse d’Europa (2,6%). Dei 2025 luoghi di culto, 655 sono moschee, 355 sono le chiese ortodosse (fonte Caritas/Migrantes 2012). Proprio la presenza degli ortodossi, rispetto alle comunità musulmane, che attendono ancora un inquadramento giuridico, appare molto più stabile e definita grazie al riconoscimento a dicembre da parte dello Stato italiano. Non solo, in molte diocesi, i vescovi hanno autorizzato il riutilizzo di numerose chiese. In Italia, ogni adeguamento dell’assetto giuridico, ispirato al riconoscimento pieno della libertà religiosa e di culto, continua ad essere regolato dal sistema delle Intese.

Inoltre, nel nostro paese il diritto fondamentale della libertà di culto connessa all’esercizio della libertà religiosa rischia, troppo spesso, di essere sottoposto all’arbitrato di un referendum.

Sono alcuni dei dati che emergono dal volume interdisciplinare, curato da Naso e Salvarani “I ponti di Babele. Cantieri, progetti e criticità nell’Italia delle religioni” (EDB 2015), che costituirà la base del dibattito all’Istituto Sangalli.

Mentre a Firenze infuria la polemica sulla moschea, l’Istituto Sangalli apre il dibattito sul pluralismo religioso nel nostro Paese e lo fa alla presenza di due massimi esperti: Paolo Naso insegna alla Sapienza di Roma ed è coordinatore del Consiglio per i rapporti con l’Islam italiano presso il Ministero degli Interni; in qualità di firmatario, ha dato un fattivo contributo al “Patto nazionale per un islam italiano”, sottoscritto ad inizio anno dal ministro Marco Minniti e che è stato definito una “prima” assoluta in termini di integrazione tra la fede islamica e il contesto italiano. Brunetto Salvarani insegna presso la Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna ed è co-conduttore della trasmissione di RaiRadio3 “Uomini e profeti”.

Dopo l’avvio del ciclo Donne e Veli e il ruolo di primo piano, pochi giorni fa, della sociologa siriana Ferial Mohuanna ai dibattiti più seguiti del Middle East Now, con questo appuntamento l’Istituto Sangalli inaugura il nuovo ciclo di incontri dedicato a “Religioni: scenari locali e globali”, con una panoramica su consistenza, caratteristiche, personalità delle differenti fedi religiose presenti nel nostro Paese, a partire dal “Rapporto sulle religioni”, pubblicato due anni fa presso le #Dehoniane di Bologna proprio da Naso e Salvarani.

Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose: www.istitutosangalli.it