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Il mondo sta assistendo alla vergognosa escalation della tragedia dei Rohingya. Essi sono privati della cittadinanza e di ogni diritto civile, costantemente esposti a una persecuzione sistematica, a crimini come l’uccisione, il rogo, lo stupro, e costretti ad abbandonare le proprie case. Negli ultimi giorni sono stati commessi massacri riconducibili ad una pulizia etnica che hanno provocato migliaia di vittime e il trasferimento forzato di decine di migliaia di persone. Questo rivela una sistematica politica del terrore perpetrata dal Governo del Myanmar contro la minoranza etnica dei Rohingya.

Di fronte a queste violazioni flagranti dei diritti umani di base e del diritto internazionale non si può più solo limitarsi a condannare e rilasciare dichiarazioni di denuncia, dal momento che esse non hanno effetto su questa repressione brutale. L’UCOII invita il Governo italiano e chi di dovere in Europa e nel mondo ad agire con

  • Imposizione di sanzioni internazionali contro il Myanmar, embargo sull’esportazione di armi e attrezzatura militare, che colpiscano anche gli ufficiali direttamente coinvolti in questo massacro
  • Organizzazione dell’assistenza umanitaria per offrire posti sicuri alle migliaia di rifugiati che stanno affrontando condizioni di vita durissime
  • Utilizzo di ogni mezzo legale per mostrare supporto e solidarietà ai musulmani Rohingya e promuovere i loro diritti
  • Il premio Nobel per la Pace conferito a Aung San Suu Kyi dovrebbe essere revocato a causa del suo rifiuto di riconoscere ufficialmente questi crimini e condannarli.