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Chi pratica il dialogo con il mondo ebraico, cristiano, buddista o con il diversamente credente – perché credo che tutti siamo credenti, nella divinità, nella scienza o in altre cose, ma siamo sempre un credenti – ha una maggiore apertura al dialogo anche con le persone appartenenti alla propria religione.

All’interno del mondo islamico ci sono tante scuole di pensiero, scuole giuridiche diverse dalle quali nascono interpretazioni distanti tra loro e abbiamo bisogno di includere tutti quanti.

Sono veramente fiero che l’Islam riconosca la diversità anche all’interno del suo ambiente, anche all’interno di questo ombrello in cui tutti credono nell’unicità di Dio, tutti credono che il Profeta Muhammad, la pace sia con lui, sia il suo messaggero.

Se siamo tutti consapevoli di essere prima di tutto esseri umani, quindi non sono una fotocopia l’uno dell’altro, ma ognuno con un intelletto o una sensibilità diversa – questa è stata la volontà del signore di crearci diversi è ancora più bello essere uniti nella ricchezza della diversità.

Praticare il dialogo vuol dire fare esercizi di apertura mentale, apertura verso tutti.

Pur accettando tutti i pensieri, abbiamo elaborato una Carta dei Musulmani d’Europa per cercare di trovare in questo pluralismo religioso islamico i valori che uniscono tutti i musulmani perché si riconoscano anche nei valori nella nostra costituzione, nella nostra realtà giuridica italiana ed europea.

Ci sono persone che non vogliono entrare sotto questo ombrello, ma essendo che ognuno di noi è libero di pensare diversamente da noi, noi diciamo che chi entra sotto questo ombrello fa parte di questa associazione, di questa realtà ma non vuol dire che gli altri sono fuori in senso religioso.

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