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Anche quest’anno il Festival delle Religioni a Firenze si distingue per i suoi eventi di singolare importanza. L’apertura dell’edizione 2017 ha portato a Firenze una sessione di dialogo interreligioso di levatura mondiale, ricordando anche Giorgio La Pira nelle sua città, che torna ad essere luogo dell’accoglienza e, appunto, del dialogo. L’incontro con il 14° Dalai Lama Tenzin Gyatso è stato decisamente positivo. Ho apprezzato moltissimo il suo affermare che un religioso non si può definire terrorista, egli rifiuta la definizione di “terrorista musulmano” o “ terrorista buddista”, poiché nel momento in cui fai del male al prossimo non sei più un fedele, sei escluso dalla sfera religiosa. Ritengo molto importante questo concetto perché ci porta fuori dall’immagine di scontro religioso. Ho ammirato il suo coraggio nel condannare le persecuzioni contro i musulmani Rohingya in Myanmar, nella zona di Arakan. Il Dalai Lama condanna senza se e senza ma il governo del Myanmar che sta portando avanti un genocidio contro una minoranza religiosa ed etnica. Oltre a quello che è stato detto in pubblico, vorrei soffermarmi sugli scambi che abbiamo intrattenuto durante il pranzo alla fine della sessione. Si è riflettuto sull’importanza della semplicità e dell’umiltà, fondamentali per guardare il prossimo dritto negli occhi, un’azione che ci permette di allontanare la paura.

Ho apprezzato molto anche il contributo del giurista ebraico Joseph Weiler, in special modo il suo punto di vista sulle regole, da quelle sul cibo, a quella del sabato o del rapporto matrimoniale. Egli sottolinea l’importanza di quest’ultime perché dimostrano che l’individuo non è sottomesso al cibo, non è sottomesso al tempo, alla carriera, al denaro, non è sottomesso al sesso e così via. Le regole ci ricordando che l’uomo deve essere adoratore di un unico dio, il creatore, il clemente, il misericordioso.

Padre Enzo Bianchi a sua volta ha sviluppato una riflessione, oggigiorno più rilevante che mai, sull’importanza di tornare all’origine: dobbiamo tornare ai fondamenti delle nostre fedi religiose e dar loro un’interpretazione d’attualità per poterle comprendere. L’altra questione importante sollevata da Padre Bianchi è la ragione: la fede non è in contraddizione con la ragione, anzi, è con la ragione che riesci a comprendere la fede. Lo ritengo un punto fondamentale.

Ringrazio tutti e tre i miei interlocutori per i loro contributi e Francesca Campana Comparini per averci dato l’opportunità di avere questo preziosissimo scambio. Ne approfitto per augurare una felice continuazione del Festival, che proseguirà nella giornata di oggi, nella quale si terrà anche un incontro nella moschea di Piazza dei Ciompi e in quella di sabato 23 settembre.

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