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“Mi chiedo se Parisi si sia minimamente reso conto di ciò che ha scritto. Come può un uomo delle istituzioni pensare di poter additare la nostra associazione come causa di ciò che sta accadendo in Europa. Sulla base di quale fatto ci imputa di essere dei fuorilegge? Quale legge non abbiamo rispettato? Quella di appartenere ad un’altra religione?”. Risponde così l’imam di Firenze Izzeddin Elzir, presidente dell’Unione delle comunità islamiche, alle accuse mosse ieri da Stefano Parisi sul proprio profilo facebook all’Ucoii. Izzeddin Elzir, in una nota, le definisce “accuse gravissime su cui non possiamo passare sopra”.

Parisi, leader di Energie per l’Italia, aveva detto che l’UCOII “e’ fuorilegge”.

“Rivendichiamo l’appartenenza alla nostra associazione, fondata nel 1991 per dialogare con le Istituzioni e dare corpo ad una cittadinanza di italiani di fede islamica – spiega -. Associazione che sempre nel rispetto delle regole e delle leggi vigenti ha dimostrato di voler seriamente impegnarsi nella lotta al terrorismo. Da parte dell’UCOII – continua l’Imam di Firenze – e’ partita una collaborazione attiva col ministero dell’Interno che forse Parisi ignora. Abbiamo scritto assieme il patto di cittadinanza e le regole che identificano i nuovi Imam. Abbiamo realizzato e consegnato al ministro Alfano il primo censimento realizzato in questo paese sui luoghi di culto. Questo perché siamo certi che solo la conoscenza può spazzare via le ombre di chi oggi cerca un colpevole a tutti i costi”. “Consapevoli del rischio di radicalizzazione assieme al ministero di grazia e giustizia abbiamo mandato i nostri imam nelle carceri. L’UCOII non si e’ mai voltata dall’altra parte. Non ha mai finto che il problema non potesse o non dovesse riguardare anche la sua comunità. Ma se Parisi sa davvero di più su di noi muova delle denunce concrete. Così facendo – conclude Elzir – invece rischia solo di calunniare uomini e donne che sotto un altro credo lavorano per rendere grande il nostro Paese, l’Italia”

Firenze, 24 Marzo 2017