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UCOII a febbraio 2017 ha aderito al Patto Nazionale per un’Islam Italiano. Un documento importante che è stato firmato dalle 9 organizzazioni islamiche chiamate a far parte del Tavolo di confronto presso il ministro dell’Interno. Il Patto è espressione di una comunità aperta, integrata e aderente e ai valori e principi dell’ordinamento statale, redatto con la collaborazione del consiglio per i rapporti con l’islam italiano e recepito dal ministero dell’Interno. Si sottolinea nel Patto che la libertà di culto è una delle libertà inalienabili e che lo Stato non dà regole alle religioni, ma può fare intese.

“Il patto – sottolinea Minniti – si muove nell’alveo della nostra Costituzione, che sono i nostri valori. I valori che tutti quanti insieme ci impegniamo a difendere e a ripudiare qualsiasi forma di violenza e di terrorismo”. “La prima parte del Patto – prosegue – richiama i valori della Costituzione italiana, che sono i valori dei firmatari, valori che tutti insieme ci impegniamo a difendere. Il cuore del documento è il giusto equilibrio tra diritti e doveri”.

Tra i punti salienti del patto c’è la “formazione di imam e guide religiose” che prelude a un albo degli imam. Inoltre, le associazioni islamiche si impegnano a rendere pubblici nomi e recapiti di imam, guide religiose e personalità in grado di svolgere efficacemente un ruolo di mediazione tra la loro comunità e la realtà sociale e civile circostante; ad “adoperarsi concretamente affinchè il sermone del venerdì sia svolto o tradotto in italiano”; ad “assicurare in massima trasparenza nella gestione e documentazione dei finanziamenti”. Il documento di fatto consente di superare anche antiche contrapposizioni tra alcune associazioni islamiche.