×

Egregio Sig. PierFrancesco De Robertis.

Ho letto l’intervento del Sig. Marco Stella, sul vostro quotidiano il giorno 19 dicembre 2016, che ho trovato assolutamente sensato, ma forse poco aggiornato sulla realtà della comunità islamica e i particolare dell’Associazione che io presiedo (UCOII-Unione delle Comunità Islamica d’Italia). Ci tengo quindi a chiarire che le garanzie che lei chiede siamo noi i primi ad averle messe in pratica, per senso di responsabilità verso i nostri concittadini.

Nel caso che non fosse informato è da quasi 25 anni che a Firenze i sermoni si fanno anche in Italiano, per un’esigenza interna alla comunità islamica, nella quale non tutti parlano arabo. Abbiamo inoltre stipulato un Patto di Cittadinanza con la Città di Firenze, che è il primo in Italia nel suo genere, nella quale abbiamo ribadito l’utilizzo della nostra lingua italiana nelle attività della comunità come anche il nostro impegno a proseguire la strada di apertura nei confronti della città e il rispetto delle sue norme.

UCOII- Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, di cui sono presidente, oltre che Imam di Firenze, è già nella “Consulta per l’Islam Italiano” , oggi chiamato “Tavolo permanente di Consultazione” e presso il Viminale, alla quale UCOII sta offrendo dei contributi molto interessanti per tutti quanti noi. Abbiamo inoltre partecipato alla “Commissione di studio sul fenomeno della radicalizzazione e estremismo Jihadista” presso la Presidenza del Consiglio e a molte altre commissioni e relazioni sull’argomento.

Per quanto riguarda i finanziamenti alle Moschee vorremmo precisare che le moschee sono autofinanziate e donazioni che accettiamo sono soggette tre regole: trasparenza , tracciabilità e senza condizioni.

Mettere al referendum una decisione come quella per la costruzione della Moschea non mi trova d’accordo, vorrebbe dire che una minoranza religiosa, che per l’art 8 e 19, come anche altri, della Costituzione Italiana ha diritto alla libertà di culto, viene lasciata in mano alla decisione della maggioranza. Capisco la vostra esigenza politica ma il mio invito è di essere responsabili e coraggiosi per affrontare decisioni serie senza ingannare i nostri concittadini.

Purtroppo le ondate migratorie degli ultimi anni, hanno riempito le poche sala di preghiera che avevamo sul territorio, capiamo il disagio creato ai cittadini, come anche ai fedeli che si trovano stretti in luoghi poco agevoli. Ciò rende la Moschea una necessità, non una scelta da mettere a Referendum.

La sicurezza è molto importante per la nostra comunità, che ovviamente non condivide l’interpretazione della nostra religione data dal terrorismo, ci sentiamo in pericolo come tutti. Che i nostri luoghi di preghiera siano luoghi sicuri e al riparo da ristagni d’odio e da derive estremiste è quindi soprattutto nel nostro interesse, siamo italiani di fede musulmana, e condividiamo valori e usanze italiane e siamo spaventati e scioccati dal terrorismo, che condanniamo senza se e senza ma, come tutti.

Grazie dell’attenzione.

Cordiali saluti.

Presidente UCOII

Potrebbe interessarti anche...